Al Ponti Lab competenze scientifiche, organizzazione manageriale e gentilezza hanno un volto e trovano espressione concreta nel lavoro della dott.ssa Marta Vargiu: biologa, Vice Direttore Sanitario e responsabile del sistema di gestione qualità e del marketing. Un ruolo versatile che integra competenze cliniche e gestionali, con l’obiettivo di tenere sempre la salute delle persone al centro.
In questa intervista, Marta ci racconta come gestisce quotidianamente protocolli e flussi di lavoro. Dalla supervisione dei processi clinici alla formazione del personale, fino alla comunicazione dei servizi, ogni attività è pensata per rendere la salute più accessibile e vicina a chi si rivolge al nostro laboratorio. Attraverso il suo punto di vista, emerge come competenze diverse fra loro possano combinarsi alla creatività e all’empatia necessarie per svolgere il suo ruolo.
Ricordi il tuo primo giorno in laboratorio?
Eccome se lo ricordo! Sono passati quasi 14 anni, ma quel mix di emozione e adrenalina è ancora vivido. Entrare in un laboratorio analisi è stato un sogno che si è realizzato. La sfida più grande? Capire in fretta tutti i meccanismi: dall’accreditamento con il SSN alla certificazione ISO 9001 fino alle dinamiche tecnico-biologiche. Mi sono resa conto subito che avrei dovuto studiare ancora tantissimo. Questo lavoro richiede passione, curiosità e tanta voglia di crescere.
Da piccola realtà a punto di riferimento: quali sfide avete affrontato?
Secondo il mio punto di vista, la sfida più grande per il Ponti Lab è stata crescere senza perdere coesione. Siamo passati da un team di 5 professionisti a circa 25. Fare in modo che ognuno si senta parte integrante del progetto è stato fondamentale. E poi c’è la concorrenza delle multinazionali: noi abbiamo scelto di restare indipendenti e radicati nel territorio. Credo che sia proprio questa vicinanza ai pazienti e la capacità di conoscerli davvero che ci permette di fare la differenza.
Come si intrecciano i tuoi due ruoli, Vice Direttore Sanitario e Responsabile Marketing?
In realtà hanno un obiettivo comune: mettere le persone al centro. Da un lato seguo i processi clinici e organizzativi per assicurare qualità e sicurezza; dall’altro, mi occupo di raccontare i nostri servizi in modo chiaro e accessibile. Fare marketing in sanità non significa “pubblicizzare”, ma avvicinare le persone alla prevenzione, spiegare i servizi con parole semplici, senza tecnicismi inutili. È un modo per rendere la salute più vicina e davvero alla portata di tutti.
Che consiglio daresti a una giovane professionista che sogna un ruolo come il tuo?
Direi di non smettere mai di imparare e di credere in sé stesse. Le competenze tecniche sono importanti, ma altrettanto lo sono curiosità, confronto e apertura mentale. Io cerco sempre di informarmi, leggere, documentarmi: da ogni situazione si può trarre un’idea nuova. E poi, senza passione, non si va lontano: è l’ingrediente che fa la differenza in ogni lavoro.
Quali progetti sogni per il futuro del laboratorio?
Di idee e progetti ne ho tanti, ma ora non è il momento di svelarli del tutto… un po’ di suspense ci vuole! Posso dire che il mio obiettivo è continuare a far crescere il laboratorio puntando sull’innovazione e sulla qualità, senza mai perdere il contatto umano. Per me il segreto è valorizzare i talenti del team, investire sulla crescita delle persone e creare un ambiente stimolante. È la sfida che più mi sta a cuore.
Cosa ti piace di più del tuo lavoro?
Mi soddisfa vedere i processi funzionare al meglio, frutto delle competenze che negli anni ho costruito. Ma la parte più bella è condividere competenze e passione con il team, trasmettere l’importanza della qualità e della salute a chi entra a far parte del laboratorio. Ognuno porta un contributo unico e prezioso: è grazie al lavoro di squadra, alla professionalità e all’impegno di tutti che riusciamo a offrire ogni giorno un servizio eccellente ai pazienti.
Hai un rituale mattutino prima di iniziare la giornata?
Non ho un rituale rigido, perché non sono una persona particolarmente abitudinaria. Però c’è un momento della mattina che per me è sacro: mi sveglio presto e mi concedo il silenzio e la calma delle prime ore del giorno. È un tempo solo mio, che mi aiuta a centrarmi e a fare un piccolo bilancio tra vita personale e impegni lavorativi. In quei minuti rifletto su ciò che mi aspetta e su come voglio affrontare la giornata, cercando sempre di mantenere in equilibrio tutti gli aspetti della quotidianità, della sfera professionale e di quella personale.
Per te, la salute è più vicina quando…
Salute a tutti
Il team PontiLab